venerdì 13 aprile 2012

Elogio dell’Inutilità che Scoraggia


La creatività ha fatto del popolo italiano un elemento di assoluta riconoscibilità. In tutto il mondo lo stile Italia è riconoscibilissimo nel design, nell'immagine, nella comunicazione e anche nel marketing.
L'ennesima prova di quanto i governanti (la politica) siano distanti dai loro governati (i cittadini) sono le campagne elettorali.
In questi giorni le loro facce appaiono nelle pareti e nei posti più assurdi. Sembra quasi una gara tra chi riesce a fare più schifo: i balconi più gettonati sono quelli dei posti in cui si concentra il maggior numero di persone fregandosene altamente del contesto attorno.
I contenuti? Inesistenti, privi di gusto, le solite banalità. Quando ne vedo qualcuno sembra che in Sicilia, negli ultimi 40 anni, non sia cambiato nulla, fatta eccezione per l’avvento di facebook e twitter. Incredibile, tutti o quasi hanno un proprio profilo e tutti ti invitano a seguirli, anche se poi ti accorgi che riportano le stesse banalità già viste e sentite o, nella migliore delle ipotesi, l’attivismo è tanto ben strutturato da non riconoscere né lo stile né il candidato stesso perché i profili sono gestiti dall’esperto di turno arruolato per l’occasione.
Sicuramente oggi una campagna deve mettere in relazione tutti questi strumenti, ma in questo caso stiamo parlando di carrozzeria. Per arrivare a destinazione occorre il motore che spinga fino al cuore della gente: e questi sono i contenuti.
Un po’ di retorica. I nostri antenati ci hanno lasciato un’eredità culturale di un valore inestimabile, basta guardarsi attorno: i palazzi, certe case, le chiese, i centri storici, le opere d’arte.
Bellezza allo stato puro di cui oggi ne godiamo ammirandoli ma allo stesso tempo ne viviamo, in quanto grazie al turismo alcuni sono diventati attrattori capaci di produrre reddito.
E oggi? Cosa stiamo creando per il futuro delle nostre città? Cosa ci aspetta? Cosa stanno immaginando? Il risultato lo si può contemplare nelle campagne elettorali, negli spazi che gli idioti dell'orrore di turno si apprestano ad occupare, prima con le loro facce e poi con i loro sederi nelle stanze dei bottoni.
Un auto elogio all'inutilità che scoraggia parecchio!