sabato 17 ottobre 2020

Cannolia, il cannolo caldo n.1 in Sicilia



L’idea di Cannolia, come si intuisce dal nome, è focalizzata solo sul Cannolo. Un solo prodotto ma fatto benissimo.


Raggiungere la perfezione per offrire un Cannolo eccellente, diverso da tutti gli altri, è la missione di Cannolia.


Inizialmente volevo solo aiutare Davide a sviluppare questo progetto. Poi, via via mi sono fatto trascinare e coinvolgere e ciò che doveva essere una collaborazione come tante è diventata una nuova impresa che ha come fine "semplicemente" quello di portare il Cannolo caldo n.1 in Sicilia, fatto a Scicli in giro per l'Italia e il Mondo.    


Come vedi, il segreto è che non ci sono segreti, così come nella realizzazione dello spot video che ti invito a visionare.



La legenda narra che alcuni secoli fa, in un convento dell’entroterra siciliano, alcune suore, per prendersi gioco dei loro ospiti, prepararono una cialda fritta dalla forma cilindrica avvolgendola in una canna per poi farcirla di ricotta. Una metafora perfetta, diventata negli anni un’opera d’arte dolciaria che la Sicilia ha esportato in tutto il Mondo, da tutti conosciuta come il Cannolo.


Il video si ispira a questa storia. Una giovane suora, come ogni giorno, si prepara per andare in chiesa e, dopo aver aperto il tabernacolo, rimane folgorata dalla presenza di un cannolo fumante. Le sue papille gustative iniziano a ballare, il ritmo si propaga in tutto il suo corpo fino a quando, all’improvviso, arriva il prete che non comprende cosa sta succedendo. La suora si scusa e scappa. Il prete incuriosito dalle reazioni della suora apre il tabernacolo e scopre anche lui il cannolo caldo n.1 in Sicilia.

 

Nessuna provocazione ma solo una storia ispirata dalla legenda e al New Pope di Paolo Sorrentino. Con l'aiuto di Andrea e Stefano di Casa33 e la collaborazione di Adriana e Corrado che si sono prestati al gioco è venuto fuori un racconto di fantasia in bilico tra realtà e immaginazione, trasgressione e dolcezza. 

giovedì 15 ottobre 2020

La miglior vendetta? La felicità



Perché mai dovresti cercare un orizzonte se non sai guardare oltre quel muro di pixel?

Non ci sarà un futuro all’altezza dei tuoi sogni semplicemente perché fai fatica a guardare. Nessuno ti ha insegnato come fare, ti manca l’alfabeto dell’osservatore.


La vita a scorrimento verticale è vita, ma se prima per sconfiggere la noia ti lasciavi trasportare dalla fantasia, oggi ti distrai solo con un dito che scorri su e giù su un display.


C’è chi vive credendo nel reddito di cittadinanza come soluzione, quando invece dovrebbe essere solo uno stato transitorio per evitare disagi e povertà.


Poveri e smarriti in milioni di pixel, in formule e algoritmi, incapaci di gestire una compostiera.


Quanta violenza sotto questo cielo, tra invidie e apparenze che ti fan sentire simile ai tuoi idoli. Uomini che uccidono altri uomini con una naturalità sorprendente. Tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente.


La miglior vendetta? La felicità. 

Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.


La base non pensa perché è vuota. Non ha strumenti per muoversi nella complessità che la circonda e trova negli slogan pane per i propri denti. Gli italiani sanno leggere ma non riescono a comprendere il senso delle parole (cit. OCSE). 

Bisogna ripartire dalle case, dalle tavole, dagli sguardi e dall’ascolto: la famiglia è l’origine della civiltà.



Ci sono delle citazioni prese qua e là, da Renato Zero ad Alda Merini, passando per Umberto Galimberti e Samuele Bersani. Le ho tagliate, cucite e remixate. Chi è stato deejay, lo sarà per sempre.


venerdì 9 ottobre 2020

Nove Ottobre



Lascia che ti chiami ancora, rispondimi

Lasciami rivedere i tuoi occhi accesi dopo una discussione 

I tuoi occhi di gioia dopo una soddisfazione 


Lascia che la mia mano possa trovare la tua, ruvida e ancora calda


E quegli occhi socchiusi, lascia che li dimentichi 


Prendimi per mano ancora una volta


Vediamoci fuori all’alba, come quando tu uscivi e io rientravo


Vienimi a prendere, anche se solo per un attimo


Rispondimi, solo per farmi sentire figlio.