C’è un momento in cui le firme smettono di essere un atto formale e iniziano a pesare come una scelta.
È ciò che è accaduto ieri, quando cinque Sindaci della provincia più a Sud d’Italia (Ragusa, Modica, Scicli, Ispica e Santa Croce Camerina) hanno deciso di assumersi una responsabilità comune, avviando concretamente il percorso di costituzione di una DMO provinciale.
Non una semplice adesione, ma un patto di responsabilità per lo sviluppo turistico del territorio. Un segnale politico e culturale importante, perché riconosce finalmente che la competizione non è tra comuni vicini, ma tra sistemi territoriali capaci – o meno – di organizzarsi, raccontarsi e governarsi.
Parlare di DMO a livello provinciale può far sorridere, soprattutto in un contesto complesso e frammentato come quello siciliano. Ma se questo è il punto di partenza, ben venga. Perché il vero valore non sta nella scala amministrativa, ma nella volontà di costruire una visione condivisa e una governance stabile.
La DMO Enjoy Barocco può e deve diventare un esempio virtuoso di governance turistica, a livello regionale. Un modello fondato su una cooperazione reale e strutturata tra pubblico e privato, capace di superare i confini comunali e le logiche di breve periodo.
La firma della Presidente del Libero Consorzio Comunale e del Commissario della Camera di Commercio rafforza il valore istituzionale di questo percorso e ne amplia l’orizzonte. È il riconoscimento che lo sviluppo turistico non può più essere affrontato in ordine sparso, ma richiede responsabilità condivise, obiettivi misurabili e continuità nel tempo.
Come ha ben detto Daniele La Rosa, nel suo intervento, ora che il primo tassello è stato posato, serve perseveranza. La DMO non parte da zero. Esiste già una base di lavoro solida, costruita dal GAL Terra Barocca, che rappresenta un patrimonio operativo prezioso su cui accelerare: osservatorio turistico, portale di destinazione, podcast, progetti di mobilità, azioni di promozione e sperimentazioni già avviate.
Tutto questo non va reinventato, ma messo a sistema.
Il vero salto di qualità, oggi, riguarda la governance e il coordinamento effettivo della destinazione.
La politica deve avere il coraggio di fare un passo indietro per consentire alla competenza di fare un passo avanti. Delegare a professionisti di alto profilo, selezionati e valutati sui risultati, non è una rinuncia al ruolo politico, ma il suo esercizio più maturo.
E dove i risultati non arrivano, è giusto assumersi la responsabilità delle scelte. È un principio semplice, ma imprescindibile. Vale per chi guida una DMO come per chi amministra un territorio: se altri sistemi crescono e funzionano, un motivo c’è.
In questa prospettiva, il percorso della DMO deve restare aperto e inclusivo. È auspicabile che entrino a farne parte anche Comiso, Pozzallo e i comuni montani della provincia – Giarratana, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo – perché la vera sfida, nell’era della frammentazione, è presentarsi uniti sul piano della destinazione.
Un territorio dai mille colori e dalle tante peculiarità, capace di tenere insieme costa e entroterra, città barocche e paesaggi rurali, mare e montagna. Un mosaico riconoscibile da un’identità forte e condivisa: il Barocco.
Da qui il nome della destinazione: Enjoy Barocco.
Non uno slogan, ma una visione. Un invito a vivere il territorio come un’esperienza integrata, autentica e contemporanea. Perché solo unendo visione, competenza e responsabilità si può trasformare un potenziale straordinario in un progetto di sviluppo duraturo.
