venerdì 10 gennaio 2020

Se balla lui, posso farlo anch’io. Non è proprio così!



Quante volte lo avrai pensato: se lo ha fatto lui perché non posso farlo anch'io, mio figlio o mia moglie? 
Che ci vuole?

Solo che non è proprio così!

Un paio di informazioni incoraggianti:

- La maggior parte delle imprese in Italia non supera il quinto anno di vita. 
- Un piccolo negozio su 2 chiude i battenti entro i 3 anni. 
- Secondo Confesercenti oggi rispetto al 2011 ci sono 32 mila negozi in meno. 
- Chiudono circa 14 attività al giorno.

All’origine del fallimento sempre le solite motivazioni che dopo i primi mesi (finito l’entusiasmo dei parenti stretti), emergono come funghi in autunno.

Purtroppo quando te ne accorgi è troppo tardi, la frittata è fatta, cerchi delle scuse ma sono alibi. La motivazione è una soltanto: prima di giocare avresti dovuto allenarti e prima ancora avresti dovuto imparare.

Di quante ore di allenamento avevi bisogno? Tante, ma ciò di cui avevi realmente bisogno era imparare un mestiere e prima ancora avresti dovuto studiare. Se non lo hai fatto - e non intendo affatto studi universitari o specialistici - fallirai irrimediabilmente.

Non sono qui per scoraggiare il buon intenzionato e neanche per venderti una consulenza. Credimi, non faccio consulenze e non è mia intenzione farne in futuro.

Il mestierante lo troverai con facilità, ma fai attenzione, il mondo oggi è pieno di consulenti ma è difficile trovare quello vero. È molto più facile consigliare che fare. Basta guardarti intorno, sui social, e il guru di turno è pronto a venderti le sue verità, la sua capacità di farti pensare positivo, quando non hai neanche le basi per leggere un conto economico o non sai distinguere la differenza tra fatturato e ricavi o tra ricavi e utile.

Oggi se non vuoi sperperare denaro non puoi permetterti di non conoscere. 

Il mondo è solo di chi sa leggere.

Se non impari a leggere la realtà, qualunque impresa farai, fallirà entro i primi cinque anni.

Ti ho scoraggiato?

Ti ho solo raccontato la mia esperienza e cosa ho imparato in questi anni, da quando ho deciso di non avere solo una parte nel film ma di dirigerlo, curando ogni singolo aspetto della mia azienda, esattamente come fa ogni regista con il suo film.

Puoi scegliere di recitare la tua parte. Io ho scelto di scriverla.

Da dove cominciare?
Hai provato a chiederti: per quale “parola” la mia impresa, il mio prodotto o servizio deve essere ricordato?

Definisci ciò che fai e cerca di posizionarti nella mente di chi dovrebbe acquistare ciò che produci come lo specialista di quella cosa.

Cerca di non pensare “se lo ha fatto lui posso farlo anch’io”. Non è la strada verso il successo perché essere notati sarà più difficile.

Pensa in grande, abbi l’ambizione di conquistare grandi mercati, ma agisci partendo da un’area geografica piccola, anche un quartiere se vivi in una grande città. 

È importante avere successo prima in un posto (anche piccolo) e poi puoi pensare di portarlo in altri.

Non pensare che delegare questi concetti ad un’agenzia esterna ti porti risultati.

Devi sapere cosa vuol dire posizionamento, come applicarlo e come farlo diventare l’oggetto dei desideri dei tuoi clienti. Se non sai come farlo, studia, leggi, informati, confrontati e poi nuovamente studia, applica, leggi, confrontati e sperimenta. Tranquillo che sperimentando farai meno danni dell’agenzia o del coach di turno che nella vita non ha fatto altro che giocare con il sedere degli altri.

Ciò che serve oggi in chi fa impresa è una maggiore responsabilità individuale: controllo dei numeri e delle azioni che portano flussi di cassa.

Il tempo dona maturità. Cerca di non avere fretta perché domani avranno più luce solo coloro che oggi sanno prendere decisioni giuste. Una decisione giusta potrebbe essere anche quella di non fare, perché non sei all’altezza. Fare a tutti i costi, perché se lo ha fatto lui lo puoi fare anche tu, è una cazzata.

Spesso non è importante trovare qualcosa che non c’è. Oggi c’è già tutto. Non esiste una cosa che non c’è, quindi, spesso la novità sta nell’arrivare prima che la concorrenza si consolidi.

Vince solo chi arriva prima.

Fra concorrenti potrebbe vincere chi riesce a posizionarsi meglio e prima per una caratteristica specifica di quel dato prodotto o servizio. Te l'ho anche sottolineato!

Ricordati che in qualsiasi impresa è sempre meglio essere in 2. Bisogna mettersi sempre in discussione. È facile avere ragione, se si è da soli. Più difficile averla con il consenso di un’altra persona. 

Come per lo scrittore che ha sempre bisogno di chi revisiona la bozza, anche nelle imprese è necessario avere un punto di vista diverso con cui mettere in discussione l’idea, il prodotto o il servizio. O semplicemente correggere i refusi.

L’idea che funzionerà sarà la più ovvia, la più semplice che ti poteva venire in mente. Quanto più è complicata tanto più non funzionerà.

mercoledì 1 gennaio 2020

Duemila venti a te



Soffieranno e sfioreranno le nostre facce, anche a migliaia di chilometri di distanza.
Porteranno polvere ai nostri occhi e ci costringeranno a chiuderli come spesso abbiamo fatto in questi anni. Nel 1989, nel 1992, nel 2001. Nelle piazze e nelle copertine che titolavano “La rivoluzione non russa” o “E’ primavera svegliatevi bambini”. Sulla lapide con la scritta Via Silvio Berlusconi (e non era un indirizzo), Il Pastore tedesco e Niente asilo.

C’è tutto un mondo che vola in questi venti e nella mia vita.

C’è la consapevolezza e c’è anche il sogno, quello sognato e quello che non smette mai di sognare. 

C’è mio padre e la sua faccia in ogni mia partenza.

Non tutto passa. Certa polvere resta. 

E i venti la trascinano, lisciano le pietre, accarezzano le pelli, scuotono le fronde e baciano i deboli.
Duemila venti per il digital divide che vede su due argini diversi non più nonni e nipoti, ma cugini della stessa generazione.

Duemila venti si faranno strada fra seimila sardine e le scompiglieranno se queste non avranno il coraggio di stare insieme anche fuori dalle piazze. 

Duemila venti: che onore accoglierti!

Immaginavo di viverti da sopra un’automobile volante e con molte più pillole.

E invece eccomi qua, ad augurare ai miei amici di non chiudere mai gli occhi, neanche davanti a duemila venti. Non chiudeteli mai del tutto. Lasciate sempre uno spiraglio, quel tanto che basta per intravedere anche in mezzo a una tempesta.