sabato 21 luglio 2018

Solo e fuori luogo.



E poi a un certo punto la vita si fa spazio di nuovo e tutto ciò che sembrava non esserci prende una nuova forma.
La ruota panoramica ricomincia a girare, proprio quando ti stavi preparando per scendere. 
Come sanno mentire bene i marinai. Sono come certi venditori. O come la maggior parte dei tossici in preda ad una disperazione che non sanno riconoscere. 
Non si fermano mai, neanche davanti al vuoto e quando sono pronti per saltare ne trovano sempre una, diversa, ma così lontana dalla verità che anche loro si convincono sia vera.
Non è il paradiso che crea dipendenza. E’ l’abitudine che ti rende schiavo. Quando ciò che ti faceva stare bene diventa un’abitudine, hai già cominciato a stare male da un po’ e non te ne sei accorto. Sei dipendente. Devi uscirne. Curati.
Nessuno può farti cambiare abitudine. Devi essere tu a volerlo, se desideri conoscere l’altra parte della vita. L’adolescenza è finita da un po’. E ritornerà solo nei tuoi figli.
Cosa hai insegnato a loro lo capirai presto, ma stai attento perché sarà troppo tardi. 
Dicono che i migliori venditori agiscono come veri e propri truffatori: ti illudono, persuadono, raggirano così bene che ti convincono a comprare il solito mattone dentro una scatola ben confezionata. E tu ci credi come fosse la prima volta.
Mi piacerebbe scriverti chiaramente in cosa credo ma ti sto perdendo di vista. Se ti senti circondato da ipocriti e truffatori, è perché un po’ lo sei anche tu.
Riconoscere questi killer per isolarli è un bene, ma non tutti hanno questa capacità. Per questo ti ritrovi spesso solo e fuori luogo. 

Le estati sono le vere stagioni della vita.



C’è qualcosa che non vedo. I miei nuovi occhiali non mi aiutano. Mi fanno sembrare altro, ma solo per gli altri. 
Sorvolo. 
Sto bene, non preoccuparti.
È da giorni che non riesco a guardare. Al mare ci vado solo per correre. Mi diverto poco e ho sorrisi solo per le mie bambine.
Il lavoro va bene. I sogni sono nello zaino e la voglia di scalare la montagna è inarrestabile. 
Il tuo spazio di libertà è una conquista che si misura in metri quadri: quanto più aumentano, tanto più diminuisce la tua libertà.
E' una montagna mentale da scalare? Forse. Quella dalla cui vetta chissà cosa si vedrà mai. Il fine non è la vetta, credimi. Non voglio sapere che vista c’è da lì. Il sogno è scalarla tutta, di tanto in tanto fermarsi, godersi un po’ il paesaggio laterale, a destra e a sinistra, e non ciò che lascio alle spalle.
Il vento soffia. A volte chiudo gli occhi per proteggermi dalla polvere che trascina. Altre volte per il dolore.
Le estati sono le vere stagioni della vita. Gli anni si scandiscono con il mare e con le presenze in spiaggia. 
Nutro un certo distacco dal verbo volere e tutte le sue declinazioni. Mi piace volare e mentre scalo la montagna mi sembra davvero che potrei farlo. Non sopporto lo strisciare dei serpenti e ciò che mi fa venire sonno dopo aver mangiato. Per oggi è tutto, anche se non ho scritto tutto. 
Grazie. 
Chi non ringrazia sarà sempre un perdente. Per sempre.