giovedì 27 gennaio 2011

Perché il Marketing è Emozione?



Ho scritto il post precedente per ringraziare Maria, la sua arte, per le emozioni che mi ha donato. Ma anche per provare, con un’esperienza diretta, cosa vuol dire che il marketing è emozione.
Il mio post – che potrebbe essere di chiunque - diventa promozione. È una comunicazione partecipata! Che coinvolge con le sue forme, che stimola curiosità e bisogni latenti.
Anche in questo caso si tratta di velocità: prima che il bisogno si manifesti viene costruita una parvenza di fiducia che gioca i suoi punti di forza non sul mercato ma sull’empatia. La comunicazione ritrova nel coinvolgimento una nuova espressività.
In questo territorio, le imprese devono Ri-trovarsi; devono Ri-tagliarsi gli spazi necessari per emergere, e per Ri-giocare le loro risorse.
Per Ri-tornare ad essere competitive le imprese devono Ri-inventarsi.

martedì 25 gennaio 2011

Marketing è Emozione


A natale, due cari amici mi hanno regalato un coupon per delle sedute di massaggi, presso MAB CENTER, un centro estetico. Sin da quando ho aperto la busta mi ha invaso un fluido emozionale che rimbalzava tra immaginazione e fantasia.
Già il nome del massaggio HOT STONE CELEBRATION mi faceva sognare…
Sono di ritorno e il mio stato psico fisico è al top. Tra preparazione e commiato sono passate quasi due ore. Un tempo senza tempo (in termini di minuti e secondi) in cui il corpo s’impossessa dell’energia che le pietre gli trasmettono. Un tempo senza tempo in cui l’arte del massaggio diventa pura comunicazione.
Arti (in senso fisico) che dialogano e si scambiamo energie. Mani e pietre che diventano strumenti di lavoro che vedo. Poi c’è la passione che invece sento, e che ogni mio muscolo percepisce. Benessere puro.
È proprio vero che gli artisti veri hanno un linguaggio universale. Parlano senza emettere suoni, con la loro passione ti toccano dentro, permettendoti di allargare il raggio visivo oltre i 360 gradi. Quasi come se ti togliessero un occhio dalla faccia per mettertelo in un dito e lasciare che quel dito possa raggiungere ogni angolo fuori e dentro (soprattutto) di te . Avevi ragione Jung e ti ringrazio per questo suggerimento.
Ma un grazie più sentito lo devo a Maria. All’artista che è in lei, per avermi regalato questo fantastico momento di benessere psico-fisico. 

giovedì 20 gennaio 2011

Gli Operai della FIAT sono degli Artisti mancati



Questo post vegeta nel mio desktop da quasi una settimana. Lo pubblico o non lo pubblico… ogni giorno la stessa domanda. Il dubbio era legato al rischio di essere frainteso.
Oggi ho deciso: lo pubblico.
Gli operai della Fiat non sono artisti perché ognuno di loro è sostituibile. D’altronde è la logica della catena di montaggio: ogni soggetto svolge un lavoro ripetitivo per tutto il suo turno di lavoro. L’uomo diventa parte integrante della macchina e come un pezzo può essere sostituito in qualsiasi momento.
Ogni essere umano che sceglie di fare questa tipologia di lavoro, decide di mettere da parte la sua arte e il suo potenziale creativo. Non c’è niente di male. Il mondo del lavoro ha bisogno anche di queste figure lavorative. È solo una questione di scelte, di decisioni legate al concetto personale di opportunità.
Quanti, nell’ultimo referendum hanno votato NO, sono degli artisti mancati. È gente che ha paura, che ha resistenze interiori, che vede il lavoro non come fine ma solo come mezzo. Non come un’opportunità per colorare la propria vita, ma come risorsa necessaria alla loro sopravvivenza. Senza quel lavoro – che potrebbe essere qualunque altro lavoro – non possono acquistare neanche i beni di prima necessità.
Quanti hanno votato SI, invece, sono degli artisti mancati che vogliono darsi una chance. Vogliono provare, si fidano delle proiezioni che emergono dalle ipotesi del nuovo contratto. E credono nel loro potenziale.
Gli artisti sanno guardare oltre, si mettono in gioco, hanno coraggio, riescono a far cambiare il punto di vista di chi riceve la loro arte. L’arte non è tecnica ma cambiamento. È emozione. È rischio. È bellezza donata.
La mia personale opinione è a favore del NO, non tanto perché anch’io sono un artista mancato, quanto perché non sono un operaio della Fiat e sono convinto che le mancanze del nuovo accordo non sono un passo avanti – in termini di diritti dell’uomo e del lavoratore in generale – ma un passo indietro che nobilita solo il profitto.

mercoledì 19 gennaio 2011

Esserci è fare Marketing meglio degli Altri


L’impresa oggi non Fa, ma principalmente È.
La qualità dei prodotti, in generale, è buona, eppure chi li consuma ha sempre un motivo per acquistarne uno piuttosto che un altro. La motivazione di chi li sceglie è la vittoria dell’impresa nell’essere riuscita a comunicare. A far percepire una qualità diversa meglio dei suoi competitors. Attenzione Diversa non Migliore.
Per questo l’impresa oggi principalmente È.
La costruzione del suo Essere è centrale e saperlo comunicare ancora di più. Questo non vuol dire semplicemente evidenziare i plus di un prodotto in sé (sarebbe parziale), ma dialogare e condividere le proprie ragioni, gli obiettivi, i progetti stessi dell’impresa (totale). La competitività si gioca in questo campo.
Con altre parole, l’approccio comunicativo, che coinvolge i diversi mezzi di comunicazione deve veicolare l’identità aziendale nel suo complesso.
Esserci vuol dire proprio Esserci nel complesso.
Vuol dire Totale e non Parziale.

giovedì 13 gennaio 2011

La Logica dell'Abbraccio è Donna


Nella Comunicazione d'Impresa, si sente assai la mancanza della donna. Nella maggior parte delle aziende che seguo l'uomo è sempre in maggioranza e lo si percepisce in tutto: dagli arredi, all'ordine, agli odori, alle risposte, alla creatività...
Al di la di tutto quello che di "gentile" può far scaturire l'elemento femminile con i luoghi comuni più banali, sono veramente convinto che le Donne meritano spazi più ampi, soprattutto ai vertici, dove si decidono le strade da fare e le mete da raggiungere. Non è piaggeria, giuro!
Nella gestione della comunicazione la Donna è più predisposta all'ascolto, alle aperture, all'abbraccio... La cultura del braccio di ferro, invece, è tipica negli Uomini, così come nella gestione delle emergenze o degli imprevisti, la donna è forte di una capacità di controllo che raramente si trova nei colleghi di sesso opposto.
Quindi, cari colleghi impariamo da loro, diamogli più spazio e i risultati non tarderanno ad arrivare, ne sono sicuro perchè il femminile è l'elemento vincente.

martedì 11 gennaio 2011

La Danza dello Spirito


Alcuni degli ultimi post sono il frutto di riflessioni o conclusioni personali, dirette conseguenze di letture che hanno influenzato la mia vita. Fra queste ho deciso di condividerne una che riporto pari pari qui di seguito:

Si può "vedere" il futuro solo se si è pronti a progettarlo. In realtà, infatti, non vi è alcun futuro già pronto. Otteniamo solo il futuro in cui crediamo, perchè lo inventiamo noi stessi. Ed è proprio ciò a cui il top management dovrebbe esercitarsi sotto lo stendardo dell'autorefenzialità: l'invenzione di futuri alternativi, per "sprogrammare" la propria determinatezza!
Proprio questo, infatti, è il nuovo paradigma del mercato in tempi turbolenti e in situazioni complesse. A definire il nucleo più profondo del mercato non è dunque la materia (i prodotti), né la sociosfera a formarlo da sola, ma è piuttosto il divenire fluente dello Spirito.
La nuova visione del mercato comporta quindi una totale inversione delle prospettive.
Finora l'elemento spirituale era qualcosa di nascosto, che conduceva la sua esistenza sullo sfondo. Una sorta di sipario energetico davanti al quale gli individui con i loro bisogni materiali, psichici e sociali, potevano danzare la danza della dinamica di mercato. Il nuovo paradigma pone le cose in modo completamente diverso.
LA VERA DINAMICA DI MERCATO E' LA DANZA DELLO SPIRITO.
E attraverso questa danza gli individui, i loro bisogni e la materia (i prodotti) vengono plasmati, offerti e contrattati.

Gerd Gerken

lunedì 10 gennaio 2011

Ma Come Nasce il Futuro?


L’insoddisfazione può generare futuro!
Affrontare e gestire l’insoddisfazione serve a poter tracciare le linee progettuali di ciò che saremo.
Per dare vita al futuro è necessario:
-          sfidare i propri limiti,
-          essere irrazionali
-          e innovare continuamente.
L’errore non esiste. O meglio non è uno spettro di cui aver paura. L’errore genera quasi sempre un successo. L’importante è saperlo riconoscere, spremerlo e nutrirsi del suo succo. Solo così possiamo apprendere ed essere in grado di affrontare apertamente i limiti.
Ogni limite è un traguardo! E i traguardi devono essere vissuti come punti per nuove partenze. Ad ogni traguardo ci si deve fermare giusto il tempo di festeggiare, con le persone più care, gli attori che hanno contribuito a girare il tuo film, perché è in questi momenti che si instaurano relazioni significative. E i grandi successi hanno alle spalle sempre grandi relazioni!

giovedì 6 gennaio 2011

I Mediocri non Vedono



Oggi vorrei parlare dei lavori mediocri, quelli che spesso si accettano di fare perchè non si riesce a vedere oltre. I lavori mediocri esistono solo perchè ci sono persone mediocri che sono disposti a farli. Se ti guardi attorno ce ne sono tanti e se vuoi trovarne uno ti basta uniformarti, indossare l'ennesima maschera ed iniziare a far girare la ruota come quei criceti... Sei l'ingranaggio, la vite, il bullone che può essere sostituito in qualsiasi momento! Se è questo che vuoi, fermati. Non è il caso di continuare a leggere.
Se invece ciò che desideri è un lavoro che ti coinvolge, che ti porti a casa e anche a letto, che ti obbliga ad assumerti delle responsabilità, che ti lascia libero di scegliere, che ti soddisfa economicamente, allora cerca di diventare indispensabile. Di specializzarti in risoluzione di problemi. Di essere un artista.
Roy Simmons ha scritto che la maggior parte degli artisti non sa disegnare.
Seth Godin ha aggiunto che tutti gli artisti sanno vedere.
I mediocri non vogliono vedere.
I mediocri possono però vedere.
A te la scelta!

martedì 4 gennaio 2011

GESTIRE LA DISCONTINUITA'


Quanto spazio c'è tra il passato e il futuro?
Hai mai provato a rispondere a questa domanda?
Oggi, ciò che la realtà ci mette di fronte, è una profonda frattura tra ciò che è stato e ciò che sarà.
C'è solo un modo per essere protagonosti nel futuro: PROGETTARLO.
Progettarlo pensando al nostro bene e al bene di chi verrà dopo di noi. Questi due BENESSERE sono imprescindibili e qualunque impresa li escluda sarà fallimentare!
RICORDATI CHE OGGI SEI IL RISULTATO DI TUTTO CIO' CHE HAI FATTO IERI, E DOMANI SARAI IL RISULTATO DI TUTTO CIO' CHE FAI OGGI. 
Progettare vuol dire scrivere e analizzare.
Ma Attenzione! Le persone che costruiscono il loro futuro basandosi solo su ciò che hanno fatto negli anni precedenti sono come coloro che guidano l’automobile utilizzando solo lo specchietto retrovisore.

lunedì 3 gennaio 2011

2011 CIELI INTORNO A TE

Certo che essere condizionati da un calendario non è che l'ennesimo alibi per rimandare. Ma se vogliamo illuderci di poter cambiare qualcosa pensando che l'anno nuovo agirà da se... illudiamoci pure. Il prossimo 31 dicembre saremo ancora sul punto di partenza, come lo sei oggi!
Se invece cominciamo a pensare che per affrontare il 2011 seriamente, lo dobbiamo sfidare nella velocità correndo più che puoi, forse siamo sulla strada giusta.
Ormai siamo grandi per credere che tutto si può ottenere con semplicità e serenità. Solo chi non è predisposto "a fare" crede in questo.
Attivati subito, scrivi ciò che vuoi realizzare entro il 2011 e verifica settimana dopo settimana a che punto sei. Chiedi aiuto, allarga le braccia e non issare pareti davanti a te.

Quando sei qui con TE
questa stanza non ha più pareti,
ma alberi... alberi infiniti.