mercoledì 28 marzo 2012

Odio le Ricerche di Mercato


Nel 2001 ho lavorato per SWG a Trieste. Era una sorta di sogno che si realizzava. Ero un sociologo, laureato con Ilvo Diamanti con una tesi di ricerca sui valori dei giovani. Quindi, a cosa potevo aspirare, se non lavorare per un Istituto di ricerche? Ed SWG era/è proprio uno di quelli.
Ma dopo uno stage estivo e un contratto che mi lasciava immaginare una carriera da ricercatore di frontiera, decisi di mollare perché non era ciò che sognavo…
Non mi piaceva. Troppa meccanica, poca creatività. Troppe minchiate e poca poesia.
In realtà con gli anni ho capito che a non piacermi erano proprio le ricerche di mercato, i sondaggi di opinione, i questionari in generale, cioè tutti quegli strumenti che intendono scoprire cosa pensa la gente attraverso i numeri e la statistica.
Non c’è mai stato un risultato di un sondaggio che contemplava la mia opinione!
La gente non sa quello che vuole. Il più delle volte risponde istintivamente senza riuscire a immaginare.
Spesso non gli interessa conoscere il nuovo e addirittura sapere che è un nuovo è possibile.
Hanno bisogno di qualcuno capace di aprirgli nuove strade. La gente è indaffarata e non pensa ad aspetti o cose che gli possono migliorare la vita.
Se avete un’idea per un nuovo prodotto o servizio non perdetevi dietro le ricerche di mercato. Se proprio non ne potete fare a meno optate per quelle qualitative: convocate delle persone adatte (non più di 2 gruppi di massimo 10 soggetti), organizzate dei focus e date sfogo alle vostre curiosità (o obiettivi di ricerca, se preferite).
Non si può commissionare una ricerca su un prodotto o servizio che non esiste per capire se la gente lo consumerebbe/utilizzerebbe. Non potete decretare il successo, calcolare (con numeri alla mano) il rischio di impresa, di un qualcosa che non esiste (anche se avete dei prototipi in mano).
Immaginatevi gente, pensatevi come dei fruitori del vostro stesso prodotto o servizio. Come lo useresti, cosa ne faresti. Vi piace o vi fa schifo!
Non mi piacciono le ricerche di mercato perché sono pura ingegneria. 
Non è imprenditoria. 
Non sono arte ma prodotto per gente senza gusti.
Un prodotto se non è arte non è bello e se non è bello non salverà il mondo!

giovedì 22 marzo 2012

Un Sito in Costruzione Non va Mai Linkato


A proposito del web l’errore più frequente che viene fatto da chi non sa gestire la pianificazione di una campagna pubblicitaria è acquistare spazi (banner o similari) in portali di grande visibilità capaci di generare traffico e clic, e poi indirizzare il link verso un SITO IN COSTRUZIONE.

Questo è il modo peggiore di usare internet e il modo più semplice per sperperare inutilmente risorse.

Il buon manager della comunicazione deve avere sempre una scaletta da seguire. Se l’obiettivo è far conoscere il proprio prodotto tramite il web non può acquistare prima i mezzi (per esempio i banner che indirizzano l’internauta al proprio sito) e poi fare il contenuto (del sito stesso) e nell’attesa mettere una pagina provvisoria.

Non c’è bisogno di una specializzazione o una laura in comunicazione per capire questo.

Questo post, del resto come tutti gli altri, nasce dall’esigenza di comunicare ai diretti interessati un parere ma allo stesso tempo per fornirgli delle dritte, per cui seguono un paio di consigli.

Avete sicuramente lavorato a del materiale, per esempio una lettera, un manifesto (in senso contenutistico), un’idea di come utilizzare il tuo prodotto, i pregi, ciò che lo differenzia dagli altri, ecc.

Bene,allora sintetizzalo e inserisci almeno quello, un estratto o tutto. Poi aggiungi un cattura email, con l’invito, per esempio, vuoi ricevere in anteprima gli aggiornamenti del nostro nuovo prodotto o servizio. Lasciaci la tua mail e sarai un privilegiato…

A preparare tutto ciò un webmaster impiega al massimo un’ora.

Solo dopo puoi lanciare gli spazi acquistati nei posti che ritieni interessanti e linkare il tuo sito che, anche se non è il massimo, almeno ha qualcosa in più da comunicare che un semplice bel nulla…

lunedì 12 marzo 2012

La Comunicazione con i Collaboratori, Prima di Tutto


L'atmosfera aziendale è quell'aria che si respira nei luoghi di produzione. Il clima.
A volte è pesante, altre volte leggero. A volte non ti accorgi dell'orologio, altre volte ne scapperesti per sempre.
L'atmosfera dipende sempre dal management, da chi gestisce, da chi decide.
Quasi sempre ad influenzare l'atmosfera è la comunicazione: la qualità della sua purezza genera gli ambiente di lavoro, influenza la compagnia che ogni giorno recita il suo spettacolo davanti al pubblico pagante (i clienti!).
La qualità della comunicazione è alla base.
Una comunicazione scarsa, poco chiara, ambigua, non trasparente genererà risultati scadenti.
Sii Chiaro. Sincero. Coerente.
Sei l'esempio per i tuoi collaboratori, non dimenticarlo!

E non venirmi a dire che sei stanco di sentire queste cose, perché ti rispondo che il cambiamento che desideri non può partire dagli altri, ma solo da te. Lo hai già sentito mille volte?
Cambia tu, prima di pretendere che siano gli altri a cambiare.
Come ti possono cambiare le cose intorno, se sei tu il primo a non voler cambiare?

Vuoi che continuo?

Bene, allora sappi anche che la comunicazione deve essere diffusa e condivisa con tutti. E non solo con alcuni. Ma soprattutto assicurati di comportarti correttamente, di essere ben percepito, ben voluto, stimato.
Un capitano non può contare su una squadra impaurita.

Come può arrivare alla vittoria con un gruppo così? Come può sperare che un gruppo di timorosi sia in grado di collaborare per raggiungere tutti lo stesso fine?

Quanto è facile scrivere, starai pensando e forse hai anche un po' ragione, ma sappi che per comunicare non bisogna essere predisposti geneticamente. Basta mettersi sullo stesso piano e saper ascoltare.
Quindi?
Convoca una riunione con i tuoi collaboratori. Organizza i contenuti che gli vuoi trasmettere e non improvvisare, se non vuoi avere risultati improvvisati.
Preparati anche ad ascoltare e ascolta.

Buon inizio.

martedì 6 marzo 2012

La Paura Uccide la Creatività


La creatività è la risorsa vitale di ogni impresa. E' innovazione e in quanto tale è insostituibile!
Per cui quando viene a mancare, perché sovrastata da altri fattori come l'insicurezza e la paura, la struttura aziendale perde un elemento fondamentale.
In tal senso c'è da dire che, ad aver più Paura sono coloro che hanno la mania assoluta del controllo. Che bramano di autorità senza aver la minima fiducia nei propri collaboratori e spacciano la più romantica condivisione con la più banale obbedienza.

Solo se Rischiamo possiamo auspicare a migliorarci. E in azienda questo risultato non riguarda solo il singolo ma l'insieme. Il Gruppo.

Le aziende dominate dalla paura non crescono, o hanno più difficoltà a farlo.

La paura in questi mesi ha contagiato un po' tutti: imprenditori, collaboratori, impiegati, operai, stagisti, studenti.

Qualche consiglio per vincerla:
- Lavorate di più di quanto vi hanno richiesto;
- Date priorità al Risultato e non al Metodo;
- Azzardate un po' di più rispetto a ciò che dovete fare;

Io ci sto provando e funziona!

Sono un privilegiato? Forse, perché non mi sento né minacciato né in pericolo. Sono sereno.
Onestamente credo sia impossibile coinvolgere le persone che non sono in questo stato, che non si sentono come me.

Per annientare la paura è necessario lavorare sull'atmosfera o sul clima aziendale. L'aria che il gruppo deve respirare deve essere pura e carica di fiducia. Ogni membro del gruppo deve avere la certezza che si sta lavorando per tutti e ognuno deve sforzarsi di fare per gli interessi dell'altro.

Sono i risultati che generano credibilità, quindi prendete l'iniziativa.
Mettete da parte la paura e agite con il vostro cuore (coraggio = agire con il cuore). Siate l'esempio per il vostro gruppo ed epuratevi da chi è irrecuperabile.
Non calate niente dall'alto. Il leader deve guidare e non imporre, deve condividere e non farsi obbedire, per cui, prendete quelli che per voi sono i migliori e sedetevi a tavolino, parlatene, chiedete pareri e supporto. Ascoltate.
Condividere rafforza. Anche i legami.

lunedì 5 marzo 2012

Pasolini, che Non aveva Paura, Oggi avrebbe Compiuto 90 Anni



Diceva: le persone con cui mi piace parlare di più sono quelli con poca cultura, quelli che non hanno neanche la quarta elementare. E sottolineava: Lo dico senza retorica perché sono più puri, più semplici rispetto alla cultura piccola borghese che, invece, è più predisposta alla corruzione. La grazia va perduta con la cultura.

La cultura che metaforicamente ben rappresentò nel film di Salò con la cacca!

Probabilmente oggi non direbbe quarta elementare ma quinto liceo perché il grado di cultura di un liceale, nella maggior parte dei casi, non è tanto più alto di una quarta elementare di cinquanta anni fa. È questo che prova il fallimento del sistema, della politica e di una classe dirigente che ha tanta paura.
Solo chi ha paura sbaglia e fa cazzate colossali.
Prova a pensare a tutti i disastri e vedrai che dietro c’è sempre l’arroganza di uno che ha paura.

Pasolini ci manca, come pure Battisti che oggi avrebbe compiuto 69 anni, la stessa età di Lucio Dalla che da qualche giorno è più presente ovunque.