martedì 1 febbraio 2011

L’Economia dell’Egoismo


Da circa un mese, con due amici, sto lavorando ad un progetto che ha lo scopo di creare una nuova domanda e il fine di colorare le nostre vite.
Siamo tre professionisti, ciascuno specializzato nel suo settore, che non hanno padroni o vincoli perché ognuno è libero. È indispensabile.  Direi anche altruista, dato che ognuno fa qualcosa per l’altro.
Non confonderlo con il lavoro di squadra, perché alla base non c’è nessuno che ci dice cosa e come farlo. Siamo semplicemente degli artigiani diversi e l’impegno di ciascuno è accettato dagli altri con riconoscenza e gratitudine, come un dono. C’è confronto e auto coordinazione.  
Mi trovo spesso circondato da imprenditori che pensano ai loro dipendenti come una squadra, che desiderano un team, ma ciò che vogliono sono solo marionette che eseguano gli eccessi della loro creatività. E non accettano proposte o fingono di ascoltarle ma alla fine fanno a modo loro. Egoisti.
La chiamerei economia dell’egoismo.
Questo, anche per introdurre il termine economia, che deriva da oikos e nomos e vuol dire la casa dell’uomo. La stessa radice del termine ecologia oikos e logos, la parola, i concetti, i contenuti della casa dell’uomo.
Non può esistere conflittualità tra economia ed ecologia, tra ambiente e risultati. L’obiettivo primario dell’impresa non deve essere il profitto (che rappresenta un mezzo) ma la soddisfazione dei bisogni dell’uomo (che rappresenta il fine).
Il profitto è una conseguenza.