mercoledì 16 luglio 2014

Che Meraviglia! Grazie.


L'abbraccio della foto è per i miei collaboratori. I miei soci di minoranza. 
Già, perché ognuno di loro, per me è veramente un socio, con cui ho preso degli impegni!
E' sempre vero che ogni imprenditore ha i collaboratori che si merita! Ne sono convinto.
Non è un luogo comune per cercare il solito capro espiatorio. Infatti, spesso mi è capitato di sentire questa frase sui politici, sugli amministratori, su chi gestisce.
Io ci credo a quello che scrivo, ne sono proprio convinto, e questi giorni me lo provano. 
I miei collaboratori tutti, dal primo all'ultimo arrivato, sono eccezionali, sono delle belle persone e non lo scrivo solo per piaggeria. Tutt'altro.
I loro ruoli e il loro modo di operare è esattamente quello che ogni imprenditore desidererebbe. Un po' mi vergogno a scriverlo perché so che qualcuno sta già storcendo il naso. Generalmente siamo abituati a sentire l'esatto contrario, ma in questo momento non potrei pensarlo ne tantomeno scriverlo.
Grazie a loro mi sento leggero, più predisposto a nuovi voli, più sereno, più forte.
Con loro anche una brutta recensione la vivo diversamente perché mi fido, la interpreto e diventa un momento di sofferenza condivisa che ci sprona a guardarci dentro per puntare lontano.
G R A Z I E .


sabato 21 giugno 2014

Se non Genera Valore Non Funziona


Il post precedente ha generato reazioni. Speravo che producesse Valore, ma per alcuni non è stato così, per cui ci tengo a precisarti un paio di cose.

Prima: per il tuo progetto d'impresa non puoi far riferimento solo a ciò che senti o a quello che ti dicono.

Seconda: la tua unica preoccupazione deve essere quella di creare valore.

Se credi nella tua attività e in quello che stai facendo, stai sereno, vai tranquillo, ma ricordati che sopravviveranno solo le imprese che creano valore e lo fanno in modo etico.

E' chiaro che se hai fatto qualcosa di stupido o se hai copiato o peggio ancora se hai fatto un'insalata mista non creerai valore. Il valore sarà proporzionato a ciò che hai generato, nonostante abbia impiegato ingenti energie e tempi.

Se scrivo questo post è solo per tranquillizzare chi legge che a me non interessa proprio nulla di chi ci copia o tenta di emulare ciò che abbiamo creato perché la nostra forza è un insieme di elementi non clonabili. Non ripetibili. Questi Elementi hanno nomi e cognomi. Si chiamano Vincenzo, Valentina, Cettina, Sara, Maria. Non sono semplici idee o supposizioni.

Per questo sono sereno sul piano imprenditoriale. Lo sono meno sul piano settoriale, in quanto mi spiacerebbe che di mezzo ci vada il territorio in termini di qualità e servizi erogati.

Scrivo questo perché, se dici di fare un un info point devi convincerti che la tua attività principale sono le informazioni e se lo fai in modo etico informazioni vuol dire informazioni e non veicolare solo chi ti da la marchetta, altrimenti sei solo un mercenario, una prostituta del settore. E se è questo che volevi creare basta essere chiari ma sappi che a me non interessa.

sabato 14 giugno 2014

Come Gestire un Info Point


Premetto al lettore che si tratta solo di un'ipotesi, frutto di esperienze sul campo maturate nel corso degli ultimi dieci anni. Il motivo per cui le scrivo è la convinzione che per poter crescere bisogna fare nuovi errori e non continuare a ripetere errori che sono stati già fatti.
 
Che cos'è un Info Point? Quale dovrebbe essere la sua ragione di esistere? Come andrebbe gestito?

Gli uffici pubblici di informazioni turistiche, gestiti dal comune o dalla provincia, praticamente non esistono e se ci sono non funzionano perché mal gestiti: personale svogliato, carenza di materiale informativo, chiusura nei giorni festivi ecc.

E' tempo di organizzarsi diversamente.


Un Info Point nasce per fornire informazioni a tutti e gratuitamente. A tal proposito ha l'obbligo di informare attraverso il proprio personale, supporti fisici (cartine, guide ecc.) o strumenti informatici (totem digitali, tablet ecc.) quanti si avvicinano per conoscere la città e i dintorni.

Un Info Point, quindi, deve segnalare tutto e non selezionare solo chi è disposto a pagare. O per lo meno questa attività di promozione può essere svolta ma non sotto le vesti di Info Point. Non è Etico. E se il viaggiatore percepisce questo non è un gran bel "servizio".

Un Info Point, prima di tutto, deve essere un punto di accoglienza e non un supermercato di servizi a pagamento,  perché chi entra in un Info Point pretende informazioni, indicazioni, dritte che gli facilitino la visita del luogo in cui si trova.

Un Info Point, purtroppo, non può contare su una redditività capace di soddisfare chi lo gestisce e chi ci lavora, ma non per questo una città accogliente può esserne priva.

Intravedo due strade. 

La prima: tutte le attività che credono nel marketing e nell'economia dell'accoglienza devono dedicare una parte delle loro risorse alla formazione del personale, cosicché possa svolgere anche la funzione di Info Point, oltre a quella per cui è chiamato a collaborare. In questo modo in ogni città accogliente non ci sarà un solo Info Point ma tanti, diffusi nelle varie attività del sistema economico locale.

La seconda: un Info Point con gestione associativa. Una onlus fatta dagli attori che credono nella cultura dell'accoglienza e che a turno con personale proprio possano gestirlo al solo fine di dare un servizio ai viaggiatori, senza scopo di lucro, ma con il solo intento di far sentire il viaggiatore come un ospite aspettato e con il quale condividere i doni artistici, culturali ed esperenziali che il proprio territorio offre.

Tra le due, quale ti sembra la più fattibile?

giovedì 15 maggio 2014

L'Esperienza Fa la Differenza


Quanto riesci a coinvolgere i tuoi clienti?
E' questa la domanda che ti devi porre se vuoi aumentare il valore del tuo marchio.

Ciò che fa la differenza è solo l'esperienza! L'esperienza che farai vivere a chi ti si avvicina.
Oggi è molto importante rendere ogni clienti parte attiva, stimolarlo, vederlo partecipe, soprattutto quando deve comprare qualcosa.

Non è la stessa cosa acquistare un prodotto in uno scaffale di un bel negozio e farlo direttamente nel luogo di produzione.

Quei profumi, quei movimenti, l'atmosfera da laboratorio, gli sguardi di chi lavora, la loro manualità quando vengono percepiti stimolano il bisogno.

E' l'essere protagonisti che ci motiva nelle scelte.

Anche il prodotto più industriale come il cioccolato perugina, acquistato direttamente nello showroom della fabbrica, soprattutto dopo averla visitata ha un altro sapore rispetto allo stesso prodotto acquistato al supermercato.

Questo dovrebbe farci pensare anche nell'ideare e nel realizzare i nuovi punti vendita. Sia sul piano visivo ma soprattutto su quello esperenziale olfattivo e gustativo.

Il fine deve essere quello di far vivere ai visitatori un'esperienza coinvolgente non solo a parole.

Le emozioni sono contagiose e si propagano più efficacemente di qualsiasi altro media.

giovedì 1 maggio 2014

Dobbiamo Commettere Nuovi Errori


Abbiamo troppi schemi. Seguiamo logiche troppo personali scambiandole per dogmi. 
È questo il nostro limite. Per questo non andiamo avanti. Questo ci tiene fermi. Immobili. Imbalsamati. Ben conservati come in bocce di estratto di pomodoro che col passare del tempo diventa più scuro.

Tagliare con il passato non basta. Bisogna tagliare anche con il presente. Non sforziamoci di guardare avanti guardando indietro. Non serve. È li che regnano i preconcetti, gli schemi mentali, i limiti, gli errori. Sempre gli stessi errori.

È tempo di commetterne di nuovi. Dobbiamo fare nuovi sbagli.

Non serve a niente e a nessuno ripetere sempre gli stessi errori.

È arrivato il momento di fare e per fare dobbiamo spogliarci di tutto. Ho scritto tutto. Tutto.

Fin quando utilizzeremo qualcosa del nostro passato rimarremo fermi. Immobili. E ci ritroveremo a commettere sempre gli stessi errori.

Buon maggio.