domenica 9 agosto 2015

Gaetano è Un Numero Uno!




Oggi ti racconto perché Gaetano è un numero uno, nel suo lavoro.
Ha passione, innanzitutto. Per lui non è importante vendere, ma vedere brillare gli occhi dei suoi clienti.
È molto disponibile. A qualunque costo (per lui) cerca sempre di renderti felice.
Risolve problemi. Nel suo lavoro ha sempre una soluzione e riesce a trovare la risposta adeguata (non ho scritto giusta) a ogni domanda dei suoi clienti.
Ha gusto. Lo vedi da quello che indossa e pensi Lui è il suo primo cliente. 
Ha una squadra affidabile. I suoi collaboratori lo rispecchiano, chi più chi meno, ma in generale seguono la sua scia.
Ha conquistato la mia fiducia perché non mi ha mai deluso. Mai, se non quelle pochissime volte in cui è stato troppo impegnato, ma siccome ormai conosco il momento in cui trovarlo ci vado solo allora.

Se oggi ti chiedi quali sono le chiavi del successo di un'azienda te le ho elencate tutte.

E sai perché fare marketing con imprenditori del genere è un piacere?
Perché il marketing senza un prodotto o servizio con queste caratteristiche può solo fare la sua parte che generalmente non è mai abbastanza!

Bravo Gaetano. Sono un tuo cliente da oltre 10 anni e mi hai talmente fidelizzato che quando sono solo tentato di entrare in un tuo competitor mi sento un po' in colpa e penso: Gaetano ci rimarrebbe male!

giovedì 9 luglio 2015

Aumento dell'Imposta di Soggiorno a Scicli? Follia e Scelleratezza!



Da rappresentanti del sistema Ospitalità Diffusa, ci teniamo ad esprimere il nostro punto di vista in riferimento alle ultime modifiche apportate al regolamento sull’imposta di soggiorno.

Un intervento che interessa tutti gli operatori ed in particolar modo B&B e Case Vacanze, ovvero quei proprietari di piccole strutture ricettive, residenti a Scicli, che hanno individuato nella gestione dei loro beni immobili ai fini turistici una preziosa fonte di reddito. Nel loro caso, l’importo è stato addirittura quintuplicato, passando da euro 0,50 a euro 2,50 al giorno senza considerare che, per le prenotazioni effettuate prima dell’entrata in vigore di questa modifica, probabilmente saranno loro a dover pagare la differenza tra la precedente tariffa e quella attuale.

Questo aumento, a nostro avviso inopportuno, ci pone -come destinazione turistica- in una posizione di netto svantaggio rispetto ai vicini centri di interesse storico e artistico, quali Ragusa, Modica, Noto ecc. Non ci sorprenderebbe se tale evenienza dovesse condizionare negativamente il viaggiatore nella scelta della località in cui soggiornare.

Pensiamo che i viaggiatori continueranno a scegliere Scicli come meta di visita e, purtroppo, non come meta di soggiorno creando un danno all’economia.

Anche per tale ragione, ci chiediamo se non sia ancora utile, seppur tardivo, un confronto con gli operatori del settore, in coerenza con quanto dichiarato dalla triade commissariale all'indomani dell'insediamento, circa la volontà di incontrare le parti sociali.

Siamo dell’opinione che l'imposta di soggiorno sia un valido strumento di reperimento fondi, ma non l’unico.

In questa fase di start up per il turismo a Scicli, potrebbero essere anche i privati a contribuire alle realizzazione di iniziative e attrattive,  per non lasciare nel viaggiatore la percezione di esser sfruttato come un bancomat dal quale attingere per sostenere il turismo.

Riteniamo che il valore dell’imposta debba essere ragionevole e ponderato e che le finalità di impiego debbano essere tangibili e comunicate alla comunità. A tale proposito chiediamo di conoscere come sono stati impiegati i 40 mila euro riscossi lo scorso anno e come si intendono impiegare le entrate previste.

La speranza di noi operatori, destinati a subire spesso imposizioni dall'alto, è che questo non sia un segnale di allarme che lascia presagire un'arrogante autonomia capace di fare il contrario di ciò che la città vuole.

Per questo siamo stati e rimarremo a disposizione di chiunque nell’auspicio di un proficuo e fattivo rapporto di collaborazione. Anche con la nuova temporanea amministrazione.

mercoledì 1 luglio 2015

Economia della Condivisione


O sharing economy, come piace chiamarla a tutti.
E' il futuro della nostra generazione e mentre il mondo cade a pezzi, noi creiamo davvero nuovi spazi.

Mi viene chiesto di spiegarla a mia figlia. Ci provo.

La condivisione di un bene, che sia una casa o un'auto, una bici o un servizio qualsiasi, è alla base.
L'economia della condivisione rappresenta una nuova frontiera in cui si incontrano le persone capaci e quelle che posseggono. Un sistema che poggia le sue fondamenta sulla fiducia reciproca. Un sistema che monetizza le capacità del sapere.

Siamo davanti ad una rivoluzione culturale in cui si passa dal concetto di proprietà tradizionale di un tempo a un ecosistema che mette alla pari gli attori che vi interagiscono, solitamente un proprietario e un venditore. Entrambi con lo stesso e identico interesse perché interagiscono alla pari.

Il mercato diventa il luogo della condivisione.

Tutto diventa più accessibile. E' una nuova forma di proprietà in cui finalmente anche le capacità intellettuale sono equiparate al capitale.

Anche per questo dicono che è la nuova frontiera del capitalismo. Può starci. Ciò che conta è che nel corso degli ultimi tre anni, grazie a questo approccio, abbiamo creato tre imprese e una decina di posti di lavoro, oltre quelli dell'indotto.

domenica 21 giugno 2015

Si Chiude una Porta, Si Apre un Portone


Non esistono le mezze stagioni. In America i coccodrilli vengon fuori dalle docce. Si stava meglio quando si stava peggio. Si chiude una porta per aprirsi un portone.
Fra questi c'è un luogo comune che mi piace più di tutti, che mi elettrizza più degli altri, che mi coinvolge spesso. Piacevolmente. Forse semplicemente perché luogo comune non è!
Mi fa sentire vivo, sotto questo cielo dove sempre più spesso vince solo chi dimentica e chi sorride.
Il mondo che ci circonda non sempre lo fa e neanche ci aiuta a farlo, ma a me piace ricordare tutte le volte che mi strizza l'occhio e mi dice di aspettare. E' vero non mi piace neanche aspettare. Per ingannare l'attesa m'invento sempre qualcosa che mi distrae temporaneamente. Per questo mi ritrovo a fare più cose diverse tra di loro...
Quando scrivo su questo blog penso al recente Umberto Eco e non riesco a fermarmi, così come quando pensavo a De Andrè e non avevo più 18 anni, ma molti di più.
Un pensiero, un piccolo pensiero lo dedico a quegli esseri piccolini che nell'ultimo anno mi hanno chiuso le loro porticine. Gli dedico questo pensiero perché loro sono senza governo, mentre io continuo a sorridere, augurandoti buona domenica.


martedì 16 giugno 2015

I morti camminano, non corrono.


Può capitare di trovarti un auto davanti in piena curva, o che mentre corri in bici qualcuno possa aprire inaspettatamente la portiera.
Tutto può succedere.
Ciò che conta in quel preciso istante è riuscire ad evitare il pericolo ed essere veloce nel farlo.
La velocità è tutto in questa corsa.
Tutto dipende da quanto sei veloce.
Soprattutto quando davanti ti trovi improvvisamente un ostacolo. Non concentrarti su di esso ma sulla via di fuga. Cercala e fallo velocemente. La tua attenzione deve essere solo verso quella direzione. Hai pochi secondi.
Ogni ostacolo va focalizzato, per poi concentrarsi sul resto.
Come nelle gare di rally, come nelle corse in moto, come nella vita: ciò che conta è la via di fuga, la scelta da fare, la strada da seguire.
Non concentrarti sull'ostacolo ma solo su come evitarlo, altrimenti ci finisci inevitabilmente contro.
Stessa cosa vale per le negatività in generale.
Se con loro non ti vuoi scontrare devi evitarle.
Per farlo ti basta inseguire le emozioni, quelle belle, quelle che ti fanno vibrare le corde vocali quando ne parli, che ti fanno scoppiare il petto quando le pensi, che ti fanno sorridere quando sei da solo.
Se di queste emozioni non ne hai, cercale, e se non le trovi, inventale perché sennò sei destinato ad essere un morto che cammina.