giovedì 29 settembre 2011

Benedetta Passione!


Tutto nasce dalla passione. Tutto.
Se hai passione per qualcosa la riconosci perché ti emoziona ogni volta che ne parli. Senti quel fuoco che dal tuo cuore si espande allo stomaco e illumina gli occhi (che tu non puoi vedere, ma gli altri si!).
La passione ti muove, ti indirizza, ti fa decidere. NON TI FA SBAGLIARE!
Se la passione non fa questo vuol dire che non è passione.
La passione è vita, per questo deve travolgere la tua vita. 
Una vita senza passione è meccanica pura. È routine. È voglia di scappare. 
Una vita senza passione non è vita.
La passione si scopre. 
Devi cercarla, tra i sogni che sognavi da bambino. 
Tra le cose che riempivano i tuoi desideri da adolescente. 
O tra ciò che ti fa titillare l’anima da adulto.
Lo si sente il titillio dell’anima. Eccome se si sente. È quella sensazione che ti solleva, che quando cammini ti fa alzare la testa, che ti fa sentire immortale...
Tutto nasce dalla passione. Dalla vita alla felicità.
Cercala, riconoscila, coltivala e allenala.
È il tuo dovere di vita.

domenica 25 settembre 2011

Felicità = Libertà



"Il capitale è un mezzo, non un fine. Il fine é la libertá per tutti. La vera chiave per risolvere i problemi del mondo è una leadership che riconosca ed accetti il concetto di responsabilità universale" 
Quando ho letto questa frase del Dalai Lama, oltre a condividerla in pieno, mi sono fermato sul concetto di responsabilità e sulla sua composizione: Respons (RISPOSTE) e abilità (ABILI).
Quali abili risposte forniremo al mondo. Ai nostri figli. Alle generazioni che verranno. 
Mi guardo attorno, mentre passeggio per le vie di Scicli e ammiro ogni giorno con nuovo stupore il gusto dei nostri avi nel voler realizzare palazzi e chiese dalla forte personalità. Scorci di vie che, se paragonate alle tristi periferie che "colorano" la città, sembrano tirate fuori da opere d'altri tempi.
Quali abili risposte potremo mai fornire in tema di libertà.
Si, è vero posso scrivere in questo blog, puoi leggere questo blog, ma quanta libertà c'è in tutto quello che fai?
L'unico metro che misura la libertà è la felicità.
Se non sei felice non sei libero.
La felicità è una conquista ed io sono sulla buona strada. E tu? 

giovedì 22 settembre 2011

Il Punto Vendita Deve Comunicare


Nella via più storica hanno aperto una piccola bottega specializzata nella rivendita di prodotti tipici. Si tratti di un format pensato e realizzato anche in altre città del Sudest.
E' fornita di specialità che spaziano dal vino ai dolci, dal cioccolato alle conserve e chi più ne ha più ne metta... un bell'assortimento per turisti ma anche per curiosi del luogo che vogliono regalare o regalarsi qualcosa di tipico e artigianale allo stesso tempo.
L'idea c'è. Mi piace.
Purtroppo ci sono alcune cose che vanno migliorate, altrimenti temo che alla prossima stagione non ci arriveranno. Non è una gufata ma un'analisi superficiale e soggettiva delle spese che sostengono (affitto, energia, telefono, pulizie, personale ecc.) in relazione alla pedonabilità del punto vendita.
Suggerisco dei piccoli interventi di comunicazione che potrebbero migliorare notevolmente il "prodotto" nel suo insieme e che allo stesso tempo possano servire da "input" per un'auto analisi alle aziende che seguono questo blog.
Partiamo dall'impatto esterno.
All'ingresso mancano delle piante e dei vasi fioriti. Una nota di colore rallegrerebbe il contesto che al momento si presenta freddo e poco attraente. Anche un tavolinetto esterno o un espositore verticale che fungano da vetrine non sarebbero male.
C'è un piccolo totem ma non basta, anche perché è distante e poco visibile. In questi giorni, a causa del forte vento, è stato legato con un filo che lo rende ancora meno gradevole.
All'interno.
La sensazione del passante è quella del vuoto, o meglio di un modesto assortimento. In realtà non è così, ma l'esposizione nel complesso e i colori degli interni non danno visibilità ai prodotti. Li oscurano un po'.
La scrivania dotata di cassa e computer è proprio davanti alla porta d'ingresso ed occupa un posto di primo piano. Pertanto, i passanti, da lontano e da vicino, è la prima cosa che notano. I ragazzi che vi si alternano avendo poco da fare (con i clienti del negozio) passano molto tempo davanti al computer (mi auguro per lavoro), di conseguenza i curiosi possono essere scoraggiati ad entrare per non disturbare...
Suggerisco quindi di spostare la scrivania, a destra o a sinistra rispetto all'ingresso, preferendo in quello spazio una ricca e invitante esposizione.
Infine, sarebbero interessanti altri due interventi: uditivo e olfattivo. Stimolare i passanti con degli odori che richiamano il cibo e i prodotti proposti e con delle musiche etnico siciliane (tipo Agricantus) potrebbe servire da invito.
Mi rendo conto che delle proposte, la più difficile da attuare è quella olfattiva ma con certi fornetti si riescono a fare miracoli.... capaci di far percepire che dentro c'è veramente qualcosa che "sa di buono".

martedì 20 settembre 2011

E' Difficile se Non lo Fai


Lo so che è difficile essere propositivi davanti a gente mediocre, ma è solo insistendo che li puoi migliorare. Se sei sicuro, se il tuo cuore te lo fa credere non aver paura. Insisti. In fondo ci siamo detti di voler innalzare il livello di mediocrità che ci circonda.
Lo so che in un periodo come questo è difficile far tutto, ma credimi è più facile provarci ed uscire dal gregge piuttosto che accettare di rimanere in fila impassibile. Provaci. Non aspettano altro che la tua forza, il tuo talento. Mettilo a disposizione.
Lo so che è difficile rifiutare il certo per il nulla (ho scritto nulla e non incerto), ma se hai talento, e sono sicuro che ognuno di noi ce l'ha, prendi l'iniziativa e mettilo al servizio degli altri.

La felicità è un sentimento che si autoriproduce.
Sii felice e farai felici anche gli altri.
Fai felice gli altri e tu lo sarai di più.

sabato 17 settembre 2011

Essere o Dipendente?


Che il successo dipende dall'impegno, lo ha scritto Sofocle, ma che l'impegno non sempre garantisce il successo è un dato di fatto che oggi più di ieri sembra trasparire dagli sguardi che poco illuminano il viso delle nuove generazioni.
Con questo non voglio dire che impegnarsi è superfluo. Tutt'altro! Sono d'accordissimo con Sofocle. Accontentarsi, per esempio di un posto ereditato dal genitore, svilisce l'Essere e il senso dell'impegno in barba a quanti hanno trascorso anni dietro ad un concorso...
Questo per dire che è un problema di meritocrazia.
Non viene premiato il migliore!
E questo sta generando da qualche anno il trionfo della mediocrità.
Anch'io mi sento mediocre in questo momento per le cose che sto scrivendo.
La mia però non è un'esternazione semplicistica, ma una riflessione più ampia che abbraccia e coinvolge tutto il sistema. Infatti è proprio per l'assenza di un sistema meritocratico che ci troviamo ad essere governati da incapaci, che si è perso il senso dello Stato, che la fuga dei cervelli è inarrestabile, che non nasce una nuova classe dirigente... e di certo a risolvere i problemi dei ceti meno abbienti non può essere un Presidente del Consiglio a tempo perso.
E' arrivato il momento di Essere, perché solo chi E' pronto a sfidare lo status quo, può generare un Cambiamento.
Vuoi continuare a guardare girare i tuoi pollici o ti convinci una volta per tutte che il tuo destino non è altro che il futuro pensato, disegnato e voluto solo da TE.