lunedì 25 maggio 2015

A Proposito di Assegni Regalo?


Ci hanno chiamato raccontandoci come premessa la solita storia: siete una bella realtà, una realtà unica, ci piacerebbe collaborare con voi, saremo felici di avervi tra i nostri partner ecc ecc. 
Poi ci hanno inviato una mail con i dettagli della collaborazione. 
Il soggetto in questione è uno dei maggiori concorrenti di Smartbox. Ci propone l'inserimento della nostra esperienza di viaggio – Scicli Albergo Diffuso – all’interno dei loro cofanetti regalo in vendita nella grande distribuzione e nelle librerie d’Italia.
Smartbox è il più importante d’Europa, leader di mercato nei cofanetti regalo che promettono esperienze di ogni tipo. 
Funziona così: vuoi fare un regalo e non sai cosa scegliere, vai in libreria o in un ipermercato ne acquisti uno a seconda del budget che ti sei prefissato e poi lo regali al destinatario che a sua volta sceglie una delle tante esperienze proposte nel catalogo, si collega al sito e prenota. 
Il produttore di esperienza riceve la prenotazione, eroga il servizio e dopo circa 30 giorni riceve il bonifico da Smartbox dell'importo del cofanetto (generalmente molto vantaggioso) decurtato dalla commissione che si aggira intorno al 30%.
Detto questo il minimo che un concorrente Smartbox può offrirti, per attirare la tua attenzione, deve essere pari condizioni o offrirgli qualcosa in più rispetto a quello che ha già, un benefit, un trattamento commerciale speciale, un servizio in più.
Niente di tutto ciò. Piuttosto la collaborazione prevede una commissione ancora più alta. Già quella di Smartbox è altissima e l'unico motivo per cui 2 anni fa abbiamo accettato era perché rientrava nelle nostre politiche di marketing sostenibile. Portiamo in città nuovi flussi (siamo l'unica realtà di Scicli nei cataloghi Smartbox) e grazie alla nostra esperienza ne stimoliamo altri e aumentiamo la nostra web reputation.
E sai come si sono giustificati? Noi paghiamo le tasse. Noi paghiamo le tasse per cui non possiamo trattare sulle commissioni. Ma può una venditrice telefonica (o una consulente, è così che si presentano) giustificare una commissione più alta e non trattabile rispetto al loro maggior competitor in questo modo?

Secondo te abbiamo accettato? 

lunedì 18 maggio 2015

Un Mese Senza Dolci


Proprio così. E per chi, come me, è un goloso sa benissimo cosa vuol dire. Ciò che non riesce immaginare, invece, è la semplicità con cui ci sono riuscito.
L'idea mi sembrava stimolante, in fondo era una nuova sfida. Con me stesso e a me piace sfidarmi. Da sempre. Ricordo quante me ne sono imposto, molte vinte e altrettanto perse: sono quelle che ricordo di più.
Ciò che mi affascina, e che volevo condividere, non è tanto l'esser riuscito anche in questa sfida (che all'inizio mi sembrava davvero impossibile), quanto il piacere, la goduria, di trovare il gusto in questa scelta priva di gusti. Trenta giorni in cui dire no, a volte è stata davvero una violenza interiore. Trenta giorni vissuti pensando a cosa avrei mangiato alla fine. Sai cos'ho mangiato come primo dolce? Secondo te?
Trenta giorni in cui ho davvero assaporato più "il no" che "il si".
Come in un viaggio, mi sono goduto più il tragitto che la meta raggiunta.
L'ennesima conferma che la mente è più forte di tutto e ciò che elabora è di una flessibilità a cui solo il cuore può dare ragione.

venerdì 3 aprile 2015

Che Storia mi Racconti?


"Storie personali e collettive, storie di famiglia e di amicizia, storie coraggiose ed energiche, storie vere e inventate, storie che partono da lontano, dal passato, dal mito per approdare al contemporaneo, storie che attendevano di essere raccontate"

Ogni prodotto, ogni servizio è una storia.
Con un inizio, una trama e un finale: emozionante, sorprendente, banale.
Il finale spesso ha un ruolo importante perché ha il potere di trasformare la storia in memorabile o in una qualunque da dimenticatoio.
Ogni azienda racconta la sua storia e in base a come lo fa stimola bisogni, desideri o idiozie.
Anche le persone raccontano storie, quando le incontri, quando ci parli o semplicemente osservandoli e in base al loro potere narrativo sono persone di successo, appariscenti o invisibili.

Tu quale storia stai raccontando?

Non raccontare storie di altri spacciandole per tue. Ciò che non hai dentro ti ucciderà, al contrario di ciò che hai dentro che, invece, ti salverà.

Grazie a elfo.org per l'introduzione.

mercoledì 18 marzo 2015

Oggi Scrivo di Collaboratori


Cosa ci si aspetta da loro? Perché ci si affida a loro? Qual è la loro funzione?

Sono veramente tante le domande che ruotano attorno al tema.
Provo a dare qualche risposta.
Ogni impresa si aspetta che il collaboratore sia un facilitatore, cioè uno che facilita la vita lavorativa, uno su cui poter contare sempre, uno che può rappresentare l'impresa al fine di farla crescere. Ci si aspetta il rispetto dei ruoli. L'onestà gestionale. Passione. Poca approssimazione e meno improvvisazione. Responsabilità. Che tratti l'impresa come fosse sua, che si senta lui l'impresa stessa. 
Ci si affida a loro per condividere un sogno e tutto ciò che ti riserva il percorso intrapreso per raggiungere il sogno. Ci si affida a loro per sentirsi più forti, per raggiungere mete lontane e per sentirsi meno soli. Ci si affida a loro per sentirsi più felici e renderli felici, perché è la felicità che crea i veri punti di equilibrio. 
La loro funzione, una volta definita, ha il fine di renderti più leggero nel lavoro e fuori dal lavoro. La loro funzione non può continuare ad essere la tua funzione.

Questo è ciò che apprendo giornalmente dai miei collaboratori che qui ringrazio per esserci sempre.

Cosa si aspettano da te i collaboratori? Perché scelgono di collaborare con te? Chi sei per loro? 

Per le risposte, aspetto segnali.

L'opera è di Pippo Borrello.

lunedì 9 marzo 2015

Fanta o Sporca Realtà?


E se tutto questo fosse un progetto con altri obiettivi? 
Stamattina mi sono svegliato così: e se volessero la riapertura della discarica, oppure un via libera alle trivellazioni nel territorio, una grossa speculazione immobiliare. 

Se non un politico chi meglio di un estraneo potrebbe deciderlo soprattutto se non ha nessun debito con gli elettori cittadini?

A volte la chiamano fantarealtà e mi piace pensare che sia così, ma se invece fossimo davvero solo il contorno di un progetto già pianificato che punta a distrarre le attenzioni e a indirizzare l'opinione pubblica verso altro, ci rimarrei veramente male. Per questo non voglio trattenermi questi pensieri solo solo per me.

Guarda caso il denominatore comune dei 3 punti è l'unico settore su cui possiamo contare per aumentare il P(F)IL: il turismo.

Per cui vi lascio con la domanda che dà il titolo a questo post e ciò che vi auguro in questo inizio settimana è di non abbassare mai la guardia e di non pensare mai che questi tanti diavoli che ci circondano possano regalarci del bene.