È una domanda che mi rimbomba in testa da settimane. Da quando Sorrentino l’ha messa in bocca al Presidente della Repubblica, in La Grazia.
Oggi ho deciso di fermarmi lì. E scriverci intorno.
C’è un'atra frase, nel film, che mi ha colpito e riportato ad essere figlio e padre allo stesso tempo: «Vi è un tempo in cui i figli devono seguire i genitori e uno in cui i genitori devono seguire i figli».
Forse è tutto qui. Il tempo. E il passaggio.
La Grazia è un film bellissimo perché non spiega. Ti accompagna.
C’è un tempo in cui non sappiamo di essere alberi. In quel tempo non vediamo gli altri alberi. Non li rispettiamo. Non perché siamo cattivi. Ma perché non ci riconosciamo.
Poi arriva un altro tempo. Vedi gli alberi in un altro modo, ti senti di rispettarli. Alzi lo sguardo. E senza accorgertene cambi modo di stare al mondo.
È la vita.
La vita che comincia. La vita che finisce.
Per alcuni, il senso della vita è che finisca.
Per me il senso della vita è donare vita. Donarla in modo che possa continuare. Che possa generare altro.
Forse i nostri giorni non ci appartengono. O forse sì, ma solo per un tratto.
Poi vanno restituiti.